Disgustorama.
Per quel che mi riguarda, per la prima volta in vita mia, invece di crucciarmi di quanto sono stata trattata di merda nonostante le tante chiacchere, sono felice e fiera di non essere in questo modo.
Ho trovato questo articolo, un po' vecchio a dire il vero, ma si sa che non cavalco mai gli argomenti di moda ma solo quelli che di volta in volta mi interessano.
Qui si spiega bene quale sia il criterio che io stessa applico per capire quando mi viene raccontata una bugia o peggio, per comprendere il significato nascosto di qualche scusa non richiesta : sempre enormi gigantesche non necessarie PALLE.
Affannarsi in troppe giustificazioni e smancerie è chiaro segno che si sta nascondendo qualcosa, ma d'altra parte si sa che “excusatio non petita accusatio manifesta” e in fondo perchè mai non dare il giusto valore ad una frase così sibillina che fa parte della nostra cultura da secoli?
E questo potrebbe significare anche che gli italiani sono bugiardi da prima dell'italianità e prima e prima ancora.
Un vanto?
Non lo so, sta di fatto che per l'ennesima volta la storia arriva prima della scienza e che quest'ultima spesso serve a spiegare la prima.
C'era una volta un uomo che si dichiarava di saldi principi e rispettoso, egli decise, un giorno, di insultare una ragazza e di manifestare la gioia di questa precisa scelta al mondo intero, dopo che ella aveva chiesto di essere lasciata in solitudine e meditazione [zen].
L'uomo non sentì ragioni e sfruttò un episodio straziante della vita della stessa per cercare di riavvicinarla, dicendole di “dimenticare tutto”, dimentico lui per primo del fatto che il torto fosse pienamente e assolutamente suo.
La ragazza, che comunque non aveva la macchina del tempo per tornare indietro a cancellare insulti e osservazioni spiacevoli, si chiuse in silenzio, attendendo dopo pubblico insulto, pubbliche scuse.
Ella ancora aspetta.
Con fare non curante il soggetto si avvicina "suggerendo" i blog da seguire per avere visibilità,che se non segui quelli "mica sei bloggher", la preda titubante fa presente che non tutto il materiale è degno di attenzione e il marpione sottolinea che "si fanno un po' cagare ma che ti importa, seguili te".
Inizia un serrato corteggiamento attraverso le vie di comunicazione dei mezzi 2.0 che il marpione spadroneggia selvaggiamente, le conversazioni si fanno sempre più calde (da parte del marpione) nonostante la preda annichilisca in un gelido silenzio...
Ma la realtà vuole che se le vie di msn sono finite, il numero di commenti e link dedicabili in onore della preda non lo siano.
Poichè l'ambiente 2.0 rappresenta per il marpione una sorta di bar da briscola in cui i tentacoli della sua fantasia sono gli argomenti maggiormente trattati, la figura della povera preda risulta agli occhi dei passanti seduti al bancone, indissolubilmente legata alla sua.
**La fase successiva è adatto ad un pubblico adulto.**
Se siete qui vuol dire che siete adulti.
La preda viene confusa in un turbinio di complimenti più volte testati con successo, che la preda pensa "bhà..." Si instaura a questo punto una certa territorialità, il marpione ritiene ormai di aver fatto un goccio sulla preda e lei non può muoversi senza venire monitorata e senza che vengano monitorati i suoi contatti che subiranno l'estensione del fantomatico "goccio" e a loro volta penseranno "bhà..."
I mesi passano per il nostro marpione, soddisfatto di questo suo unico e sudato idillio,totalmente pieno di questa sua unica ragione di vita fino a quando, come risvegliato dall'effetto di un incantesimo potente, si rende conto di una verità assoluta ed ormai innegabile: la preda non gliela darà mai.
Ma non solo non gliela darà, non gliela farà neanche vedere (sebbene i fantomatici visitatori del bar pensino che ciò sia già successo).
Da questo momento per il marpione la preda è morta.
Con l'idea della morte della preda il famoso goccio evapora e non visiterà più i pensieri della preda, non la contatterà più, ma attenzione!
Continuerà a farsi vivo in pubblico con i contatti della "fu la migliore figa mai vista" giusto per sottolineare che la povera non sa cosa si perde e comunque anche se non lo sa lo ha perso.
Il lungo dolore del marpione 2.0 dura circa 5 ore fino alla vista della "sarà la migliore figa mai vista" che dovrà subire l'inizio delle nuove danze di corteggiamento.
Ma come finirà stavolta?
E' semplice se nel famosissimo blog del famosissimo bloggher a parte i soliti link notiamo che il suo spazio è addirittura condiviso con una nuova "figa mai vista" sappiamo che le donazioni che facciamo alla caritas non sono sprecate, perchè anche lui ha avuto finalmente in dono ciò di cui aveva bisogno e non stiamo parlando del carro di buoi.
E questo post lo ha scritto SimplyGiulia con la quale condivido il mio spazio, nessuno ha mai detto che il marpione 2.0 deve per forza essere un uomo!
