lunedì, 29 dicembre 2008

Natzukami.

occhi1Va che ti controllo eh.
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categoria: occhi
mercoledì, 24 dicembre 2008

Prove tecniche d'arte digitale [seria]


Che posso aggiungere, versione di prova di illustrator e adesso si che posso provare a fare sul serio, come se avessi una matita vera...e se vi tedio bhè la colpa è di Lezionidistile che insiste perchè mi doti di strumenti con cui cimentarmi seriamente, comunque stavolta si che è stata soddisfazione disegnare con la tavoletta! 
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categoria: creative natzuka quadri fumetti
venerdì, 19 dicembre 2008

Letterina.


Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stata brava non farmi trovare trattenute insensate nella tredicesima per la nascita di Gesù bambino, che poi se mi rimborsano come quest'anno in estate, a Pasqua non ci arrivo.
Con affetto,
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categoria: creative natzuka quadri fumetti
lunedì, 15 dicembre 2008

L'insulto : storia zen n° 2.

C'era una volta un uomo che si dichiarava di saldi principi e rispettoso, egli decise, un giorno, di insultare una ragazza e di manifestare la gioia di questa precisa scelta al mondo intero, dopo che ella aveva chiesto di essere lasciata in solitudine e meditazione [zen].

L'uomo non sentì ragioni e sfruttò un episodio straziante della vita della stessa per cercare di riavvicinarla, dicendole di “dimenticare tutto”, dimentico lui per primo del fatto che il torto fosse pienamente e assolutamente suo.

La ragazza, che comunque non aveva la macchina del tempo per tornare indietro a cancellare insulti e osservazioni spiacevoli, si chiuse in silenzio, attendendo dopo pubblico insulto, pubbliche scuse.

Ella ancora aspetta.

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categoria: storie zen, social 20
sabato, 13 dicembre 2008

Il pesce gatto : storia zen.

Avevo all'incirca sei anni quella volta che mio papà mi portò a pescare con una canna tutta mia, non era la prima volta che mi ci portava, ma ero sempre stata spettatrice, mentre a otto anni fu deciso : ero abbastanza grande per cimentarsi tutta sola con la canna da pesca modello base, cioè come chiamo io quelle senza mulinello, era pressapoco come quella di Sampei, di cui tra l'altro ero e sono una fan ai massimi livelli, e quel giorno ero emozionatissima.

Quel giorno, oltre ad abbronzarmi tantissimo, pescai un pesce gatto, immagino fosse un po' vecchiotto visto che era lentissimo di riflessi...Ma me ne innamorai subito e a tal punto che dopo infinite insistenze mi lasciarono tenerlo nell'acquario di casa assieme agli altri pesciolini rossi.

Il mattino dopo alzandomi per andare a salutare Pyoshin (il pesce gatto) mi resi conto del disastro universale che era accaduto nell'acquario : i pesci rossi erano fuggiti!

Presa da un modesto panico, i pesci rossi erano di mio fratello perciò insomma si capisce, no?

Avvertii tutti che i pesci rossi erano scappati e che il pesce gatto era rimasto solo e che bisognava assolutamente fare qualcosa, nel frattempo mio fratello era immerso in un'incomprensibile valle di lacrime di cui nessuno mi volle spiegare nulla.

Fatto sta che, perchè Pyoshin non soffrisse la solitudine mio papà decise di rendergli la libertà in un fosso nelle vicinanze.

La verità la seppi anno dopo : Pyoshin aveva mangiato i pesciolini rossi ed era morto nel viaggio di ritorno al laghetto.

Questo aneddoto è, chiaramente, una storia zen.

Essendo la prima che ho deciso di mettere sul blog darò un aiutino sulla morale riassumendo in pochissime righe il tutto :

il pesce gatto è stato accolto in casa mia per via del mio entusiasmo e della mia buona fede, appena arrivato ha subito voluto fare terra bruciata di quello che gli stava intorno incurante del disagio che avrebbe potuto creare cercando di stare “comodo”, si è reso necessario allontarlo per evitare rotture di maroni. Ma la malasorte che inevitabilmente colpisce chi, nelle storie zen, è incurante del proprio prossimo ha voluto che morisse solo, soffocato e infelice intanto che si tentava di porre rimedio ai danni causati da lui stesso.
Meditate, alcuni più di altri.

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categoria: storie zen